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Dura la vita del paparazzo…Girare il mondo a caccia di celebrità, facendo lunghi appostamenti al fine di fotografare le celebrità senza essere scoperti. Ed è proprio quello che devi fare con i giochi di paparazzi presenti in questa pagina. Scattare “foto rubate” per poi venderle ai giornali e riviste di gossip e pettegolezzi…Regola generale…Più le foto paparazzate sono “piccanti” e meglio vengono pagate. A buon intenditore, poche parole.

Sei un famoso paparazzo e il tuo obiettivo è fotografare le celebrità che ti compaiono davanti. Fotografarle non sarà facile, perché compaiono e scompaiono molto in fretta, quindi dovrai essere veloc ...

Vesti panni di questo agente segreto donna, per scoprire i tradimenti dei maschietti, quando le loro fidanzate non ci sono. Inizia a scegliere l’abbigliamento adatto per non dare nell’occ ...

Dei due giornalisti che accusano il cantante, nell'udienza di oggi, si è presentato solo Mauro Terranova , perché Alessandro Foggia era ammalato, ricordando gli eventi di quel giorno e ricostruendo ancora una volta l'accaduto rispondendo alle domande del PM Silvia Santucci: "Ci eravamo recati in quella zona solo per vedere che aria tirava. Il nostro obiettivo era fare delle foto a D'Alessio quando era fuori dalla abitazione, in quei giorni impazzava il gossip sul suo rapporto con Anna Tatangelo, non avevamo intenzione di fare foto illecite. Ricordo che le macchine fotografiche – ha detto il fotografo – le avevamo lasciate nella mia auto che non avevo chiuso"

A marzo D'Alessio dovrà testimoniare e spiegare se corrisponde al vero il fatto che avrebbe tolto di mano ai reporter le macchine fotografiche. In passato il cantante aveva già spiegato di non aver aggredito nessuno, ma solo di aver cercato di difendere la propria privacy. In un'intervista al Fatto Quotidiano , D'Alessio spiegò come era andata

Loro sono entrati nella mia proprietà all’Olgiata per immortalare gli inizi della mia storia con Anna Tatangelo (…). Le botte le abbiamo date e ricevute. Ma poi mi ci vedete a picchiare? Peso 57 chili (…). Eravamo in due. Io e il mio assistente De Maria. Gli altri due (mai identificati ndr) non li conosco. Hanno visto che stavamo litigando e sono intervenuti per dividerci, ma a rissa finita sono andati via. Poi ho preso le macchine fotografiche e sono rientrato a casa. Chiamo un amico fotografo per cancellare gli scatti, ma arrivano prima i carabinieri e consegno loro il materiale.